Bab.la: un portale linguistico

Tante volte si dice che per imparare bene una lingua occorre vivere in quel paese, perché è l’occasione per capire meglio i vocaboli che si utilizzano, approfondire la cultura e sviluppare quei meccanismi logici che ci permettono di esprimerci senza errori. Tante persone, infatti, mosse da quest’idea partono e vanno in qualche paese straniero, soggiornando almeno per qualche mese, per sviluppare o per perfezionare le proprie conoscenze linguistiche.

Bab.la non vuole soltanto essere una sorta di Bab.laalternativa a chi non può trasferirsi all’estero per qualche periodo, è qualcosa di più. Non è propriamente un vocabolario, né solo un corso di lingua. È un portale linguistico rivolto a chi ama le lingue, sviluppato da Andreas Schroeter e Patrick Uecker. C’è il dizionario online (in 24 lingue) però il progetto è quello di superare la traduzione letterale delle parole: in sostanza si vuole cercare di offrire la migliore traduzione per comunicare correttamente in una lingua straniera. L’aiuto da chi può provenire? Senza dubbio da un madrelingua che, attraverso il proprio contributo, può spiegare come sia preferibile utilizzare un termine piuttosto che un altro.
In bab.la, quindi, ci si può iscrivere e offrire la propria traduzione su alcune parole; si può anche perfezionare ciò che è stato scritto da altri utenti e che risultasse non propriamente esatto.

Tuttavia, non finisce qui. Su bab.la si può anche avere delle lezioni sui vocaboli di lingue straniere, scegliendo il tipo di lezione e l’ambito. Voglio un metodo differente di insegnare il lessico straniero? Nessun problema, c’è anche l’opzione per creare il materiale per una lezione e decidere poi se renderlo pubblico o meno.

Altre funzionalità importanti sono la possibilità di chiedere una traduzione specifica per un modo di dire oppure la pagina dei giochi, rivolti proprio ad affinare le conoscenze di termini stranieri.

In definitiva, bab.la non sarà equiparabile alle esperienze che si possono vivere in uno stato straniero, ma ha tutto ciò che può rendere interessante, utile e, perché no, giocoso l’apprendimento linguistico.

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“Iperattivi” e un po’ “rosiconi”: l’italiano cambia?

Da sempre rappresenta una sorta di identikit bookdell’italiano, di come vive, di come si relaziona, evidenziandone – sempre meno indirettamente – vizi e virtù. È il vocabolario, che raccoglie ogni anno lemmi e termini entrati ormai di uso comune e carichi di pregnanza semantica oltre che di cultura.

Su La Repubblica di oggi viene riportata la notizia della nuova edizione dello Zingarelli (edito da Zanichelli), uno dei più celebri e consultati vocabolari italiani. Se lo scorso anno erano state inserite parole come “starlette”, “divorziandi”, “pelucco”, “svalvolare”, quest’anno è il turno di “rottamatore”, “rosicone”, “hashtag”, “asteriscare”, “sbigliettamento”, “cocoprò” (quest’ultima, a parere di chi scrive, risulta essere oltremodo cacofonica).

Nell’articolo, inoltre, è presente anche un’intervista a Massimo Arcangeli, direttore dell’Osservatorio linguistico Zanichelli che spiega come vengono prese in considerazione le nuove voci.

Ecco il link: http://www.repubblica.it/cultura/2013/09/12/news/da_hashtag_a_rottamatore_ecco_la_nuova_lingua_degli_italiani-66349847/?ref=HREC1-4

Radio 1: “Inviato speciale” del 14/01/2012

Nell’appuntamento del 14/01/2012 di “Inviato speciale“, rubrica settimanale di Rai Radio 1, c’è stato un servizio preparato da Giulia Chiodini, riguardo alle parole poco utilizzate o comunque desuete.

Oltre a Sabrina D’Alessandro, che avevamo già citato in questo blog qualche mese fa, ci sono anche delle interessanti considerazioni del dott. Romani, caporedattore del Vocabolario della lingua italiana Treccani.

E poi in fondo, ci siamo anche noi. Un piccolo estratto di un’intervista telefonica fatta qualche mese fa, ma per varie ragioni non è mai andata in onda.

Per chi volesse sentire la puntata intera, vada sul sito di “Inviato speciale”. Qualora invece si voglia ascoltare soltanto la parte di programma concernente la lingua italiana, e le parole desuete, vi carichiamo qui l’estratto.

Ovviamente critiche, consigli, opinioni sono sempre ben accetti.