parole e sessismo

Sono stato molto affascinato, e ne sono tutt’ora, dal cercare di comprendere il come, il perché, il quando, il quanto il vocabolario di una lingua ed il modo di usare i vocaboli possa cambiare!

Recentemente, durante un lungo soggiorno ad Innsbruck (Austria), sono entrato in contatto con dei “movimenti sociali” (nel senso ampio del termine) femminili legati all’uso dei sostantivi “al femminile” per indicare professioni, mansioni, etc di donne. Il punto centrale é il porre l’universo femminile sullo stesso piano di quello maschile! Quindi alla parola sindaco dovrebbe corrispondere un termine “sindachessa”!

Concretamente: l’universo femminile sente l’esigenza di questo riconoscimento? e quale conseguenza linguistica potrebbe risultare?

ci penso ancora un po!

lg

s

parole ai numeri

ed ora cerchiamo un approccio matematico con referenze e proviamo a fare qualche considerazione partendo proprio dai numeri..!

ho udito recentemente i seguenti numeri:

Numero di parole presenti nel vocabolario italiano = 60000 circa.

Numero di parole utilizzate correntemente = 6000 circa.

Posto che mi daró da fare a breve per cercare di capire se questi numeri siano o meno attendibili (ed a cosa si riferiscano, ricordando che tutto dipende da cosa ricade dentro la categoria “numero di parole nel vocabolario italiano”..termini del 1600!??!), mi chiedo giá: e se lo fossero? Perché perdiamo l’uso dei vocaboli? É questa una cosa naturale o frutto di un impoverimento culturale dell’uomo moderno? Ma una volta chi usava tutti questi termini, sicuramente gli acculturati, i frequentatori e le frequentatrici dei salotti che mi aspetto siano stati una minoranza schiacciante rispetto alla popolazione italiana di allora!..

Insomma vorrei capirci di piú, cerco stimoli di riflessione!

cari saluti

s